immagineOccasione (volutamente e in mala fede) mancata - Precisazione
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(Attualità del 15 febbraio 2012.)

Dalle e-mail di amici che hanno avuto la bontà di leggere il mio precedente articolo "Occasione (volutamente e in mala fede) mancata", capisco che sia necessario completarlo con questa "Precisazione".
Premetto che la mia disistima e sfiducia nei riguardi del presidente del Consiglio (non nei riguardi dell'uomo e del professore) Monti deriva da considerazioni ben più ampie e diverse dalla semplice rinuncia alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020. Le ragioni della mia sfiducia sono molto più profonde. In modo semplicistico le ho già espresse nell'articolo cui questa precisazione si riferisce: Monti non risponde all'Italia e agli italiani, ma ai "poteri forti" (come da tempo si usa chiamarli) di cui è egli stesso espressione e prestigioso rappresentante. E questi "poteri forti" non vogliono un'Italia ricca e felice, ma un'Italia ridotta in schiavitù della finanza. Un po' come è capitato alla Grecia. Comunque non insisto su questo concetto, per il semplice motivo che mi riprometto di scriverne più diffusamente, avendo persino l'ardire di proporre soluzioni al problema. A chi non ha voglia di aspettare il mio pezzo propongo la lettura di un articolo di Maurizio Blondet, pubblicato il 13 febbraio scorso sul sito effedieffe.com e che un amico sconosciuto ha avuto la bontà di inviarmi via e-mail. Fate clic QUI per leggere il pezzo.
Ma torniamo al mio articolo in questione. La tesi in esso espressa si basava sull'ipotesi che le previsioni della commissione Fortis fossero veritiere (e su questo mi esprimo positivamente, ritenendole almeno credibili) e che - cosa molto più difficile - fossero poi rispettate negli anni fino al 2020. Qui purtroppo casca l'asino. Sappiamo tutti benissimo che in Italia, almeno a memoria di uomo vivente, non c'è stata alcuna previsione di spesa che sia stata rispettata, ma tutte sono lievitate anche del 100% e più, a causa di intrallazzi, infiltrazioni malavitose (mafia, camorra) o prepotenze e malversazioni politiche (piaceri ad amici, compera di voti e di consenso, ecc.). C'è da supporre che, perdurando queste pessime abitudini italiane, anche la realizzazione del progetto olimpico potrebbe tradursi in un bagno di sangue.
Ma è proprio qui che l'asino cascato potrebbe rialzarsi. Monti e il suo governo sono stati capaci finora di far ingoiare a tutti, sia di destra che sinistra, delle medicine più o meno amare a seconda del credo politico di ciascuno. Io penso che, se lo volessero, Monti e il suo governo saprebbero trovare il sistema per evitare le malversazioni di cui sopra. Con il rigore anche nei controlli si potrebbe fare in modo che le previsioni della commissione Fortis siano rispettate e questo ci porterebbe il non indifferente rilancio dell'economia da essa previsto. Ma ho paura che non abbiano nessuna intenzione di impegnarsi in un vero risanamento dei costumi italiani corrotti. Per convincersene basti pensare alle pagliacciate della Guardia di Finanza sguinzagliata per le strade di Cortina o di Sanremo alla caccia di scontrini fiscali non consegnati o di auto di lusso e pellicce. Quando invece basterebbe sedersi davanti a un computer per beccare tutti o quasi gli evasori fiscali.
Quindi l'asino non si rialzerà, perché Monti non vuole che l'Italia si risollevi e diventi una nazione ricca e felice. Non lo vuole perché non lo vogliono i suoi padroni e, se ha bloccato la candidatura olimpica di Roma, lo ha fatto non per paura delle degenerazioni di cui ho detto, alle quali con un po' di buona volontà avrebbe potuto rimediare, ma perché i suoi padroni gli hanno così ordinato.
A presto.


Paolino Vitolo


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